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I graffi della luna

I graffi della luna

By Roberta Degl'Innocenti

Poesia
Editore: Edizioni Del Leone
Anno: 2012
Euro: 10.00   

Appare, nella continuità sulla linea di produzione precedente (canto pieno, forza evocativa, qualità ritmica, gusto del colore) e, insieme, con sviluppi ulteriori evidenti I graffi della luna: suo libro "capitale", sicuramente tappa decisiva nella sua personale vicenda di poeta, non solo per le caratteristiche di originalità e di novità che contiene ma per la serenità e consapevolezza da cui è dominato ... Anche sugli argini dell'Arno e lungo le strade di Firenze, il cammino rimanda tuttavia all'attraversamento del mondo; e come le figure di lei e di lui si fanno specchio degli altri uomini e delle altre donne, la città prediletta si fa specchio delle altre città. La felicità esecutiva de I graffi della luna si deve al fatto che l'aitrice sceglie la partitura musicale e, in foma quasi sinfonica, le singole parti trovano collocazione e composizione in un continuo salire e scendere dell'intensità sonora, con un effetto incalzante di toccata e fuga che trascina il lettore lungo la corrente del grande fiume di vita di queste pagine.

Paolo Ruffilli (che intitola la prefazione Fiume di vita e cale)

Premi ricevuti:

Primo Premio sezione libro edito di poesia "VOCI" (Abano Terme), 2014

Motivazione di Roberto Mestrone:Presidente di giuria,Abano 2014
“È una danza, i graffi della luna: il ballo fatato di una principessa che si muove nella notte, tenuamente illuminata di selenico albore, tra elfi, gnomi e folletti.
Ma “Le principesse hanno l’animo un po’ / inquieto, il riso sulle labbra e ciglia umide / il vento nei capelli, un brivido negli occhi.” – scrive Roberta Degl’Innocenti – come se un alone misterioso velasse costantemente la luce.
È qui che va raccolto il segnale; è questa la malinconica letizia che affascina.
E, dunque, nell’eterno femminino si sprigiona il senso recondito di tanta palese soavità: le donne “ (nascondono) le lacrime in cassetti / chiudendo a chiave l’orma del rimpianto”, accolgono “sui seni bianchi di carezza attesa” i graffi della luna.
Nasce nel grembo di una donna  l’armonia, il canto dolceamaro di endecasillabi tanto polisemicamente fantastici quanto reali.”  

Primo Premio sezione libro edito poesia Poeti nella Società Delegazione svizzera tedesca Munchestein, 2012 (edizione con premiazione a Torino)

Primo Premio sezione libro edito poesia  al Calliope (Al), 2012

Primo Premio per la poesia "Chiaroscuri" Ala, 2009 

Motivazione di Italo Bonassi presidente di giuria:
Una poesia da leggere più volte prima di scoprirne il fascino nascosto nella parola che dice senza dire, che resta sottintesa e lascia al lettore il compito dell’intuito e della decifrazione.
Belle e poetiche le immagini, nella tematica della chiaroscurità anche i versi sono un susseguirsi di chiari e di scuri, di buio e di luce, e il lettore procede anch’egli col passo incerto, tra danze di ombre fantasmi e geometrie di sonno, e insospettati contrasti quasi onirici di anfratti, foglie graffiate, mani sulla pelle, alghe che danzano la riva e labbra rosse in un cerchio di rose. Sembra un quadro di Salvator Dalì. Ma ai poeti non dovete mai chiedere il senso, il senso non è cosa loro, il senso del poeta è la Parola, è quello che dice e soprattutto quello che non dice. 

Primo Premio Rabelais (premio dedicato al vino), edizione 2010, Caldarola per la poesia "Rossomiele".

Secondo premio  Cesare Orsini, Ponzano 2011  per la poesia "Ogni donna"  

Prima presentazione presso il Palagio di Parte Guelfa in data 4 febbraio 2012 da Paolo Ruffilli ed Eugenio Giani. Musiche del maestro Lorenzo Maria Scultetus. Servizio televisivo di Fabrizio Borghini. 

Successive presentazioni:

27 aprile 2012 al Caffé Storico Letterario Giubbe Rosse con Eugenio Giani, Lia Bronzi, Roberto Cellini. 

18 maggio 2012 in Palazzo Vecchio (con opera omnia). Eugenio Giani, Lia Bronzi. 

8 maggio 2012 per la Festa della Donna. Sms Incontro con l'autore: presentato da Clara Vella, Arrighetta Casini e Simonetta Lazzerini Di Florio.

20 agosto 2012 al Castello di San Terenzo (La Spezia) nlla giornata di inauguazione della settimana culturale con Vasco Bardi.

21 settembre 2012 alla Libreria La forma del libro(Padova) con Luciano nanni, Presidente del Formca Nera. Articolo su La nuova Tribuna Letteraria n. 109/213:  Il 21 settembre, alla libreria “La forma del libro” di via XX settembre a Padova, Luciano Nanni del gruppo Formica Nera ha presentato I graffi della luna (Edizioni Del Leone), il più recente libro di poesie di Roberta Degl’Innocenti. L’autrice, molto attiva anche come promotrice culturale nella sua città di Firenze, ha ormai acquisito una riconoscibilità nazionale per le sue liriche armoniose e creative, caratterizzate da una espressività intensa e personale: le letture, da lei stessa proposte, hanno efficacemente trasmesso questa peculiarità al pubblico, colpito anche dalla sua cordialità e simpatia.

 5 maggio 2013 presentazione alla Libreria Rinascita (Roma) con Maria Rizzi e Valeria Bellobono. Letture Loredana D'Alfonso e Massimo Chiacchiararella. 

IL REPORTER DI FIRENZE (mensile, aprile 2012)

IL LIBRO

L’opera di Roberta Degl’Innocenti

I GRAFFI DELICATI DELLA POETESSA

Lontana la città nel suo respiro / Memoria nostalgia di passi verdi / Piazze rotonde e vicoli di sogno / Il fiume è languore della sera / Memoria incontri e pagine smarrite.

 Sembra di trovare la via d’accesso ad angoli remoti del cuore leggendo i versi di Roberta Degl’Innocenti, che nel suo “I graffi della luna”, raccolta di poesie (Edizioni Del Leone, 82 pag., 10 euro) si muove con disinvoltura tra atmosfere oniriche e ambientazioni urbane, raccontando l’universo che le si muove intorno col garbo di chi sa usare le parole. La scrittrice ha già al suo attivo quattro libri di narrativa e quattro di poesia, produzione che negli anni le ha fatto guadagnare un posto di rilievo nel panorama culturale fiorentino. Vincitrice di numerosi premi, arriva con “I graffi della luna” a solcare quei percorsi dell’anima che non tutti riescono a rendere con così tanta pregnanza. B.B.

Sul libro I graffi della luna Lia Bronzi scrive il saggio: "Il realismo immaginifico e misteriosofico di Roberta Degl'Innocenti".

IL CORRIERE Di FIRENZE 28 GENNAIO 2012
RUBRICA SPIRITI E MATERIA
ARTICOLO A FIRMA FRANCO MANESCALCHI
ROBERTA DEGL’INNOCENTI E LA SUA PIAZZA DEI MIRACOLI
Spesso sono luoghi particolari a rendere memorabile una città. Non di rado è la cattedrale con la sua piazza che si popola di visitatori.
Ciò vale anche per Pisa, col Duomo al centro di “Piazza dei Miracoli”, così definita da Gabriele D’Annunzio per lo stupore e l’ammirazione che coglie chi si trova di fronte al candore dei marmi e al verde smeraldino della piazza erbosa.
Per me, poi, che fo fatto il servizio di leva nella attigua Via Roma, la piazza era il naturale approdo della libera uscita, ricordata in una quartina del mio ultimo libro:
“comìé piccola Pisa / col suo campo smeraldo / e la gente che passa / attaccata a un filo / di matasse d’azzurro.”
In effetti, Pisa e il suo territorio hanno luoghi e momenti di luce folgorante.
Roberta Degl’Innocenti, nella poesia su Pisa in allegato, affida emozioni e sentimenti che questo habitat sollecita ad una compiuta modulazione del verso, sintesi di un complesso sostrato culturale.
Ricordiamo che l’autrice opera a tutto tondo, dalla critica alla narrativa, ha al suo attivo un ciclo di conferenze sul rapporto fra poesia e psicologia; presentazioni in Firenze, presso il Caffè Storico Giubbe Rosse, le Librerie Edison Book Store, Martelli, Alfani, Centro d’Arte Modigliani, ecc.
Questa sua visitazione della piazza del Duomo, in un taro pomeriggio invernale, è “folgorata” dalla luce, tanto da titolare “Folgore di bianco” il testo dove alla dissolvenza fra la geometria e la luce dei monumenti si aggiunge l’intreccio di colori e suoni delle bancherelle che stazionano sul lato della piazza.
L’incantamento è dichiarato già nei primi versi dove la “filigrana della pioggia” panneggia “leggera” la “folgore di bianco della piazza” e in quel “cerchio acceso” anche “le parole si piegano all’erba mossa del prato”, al modo delle “fresche parole” dannunziane.
Poi, mentre la sera “si sveste dei colori”, la piazza “sorride un po’ sorniona” e la città, con le sue “note dolci e strane, sembra accarezzare chi candida / mentre vi si attarda, il nitore dell’assoluto e la festa del quotidiano si uniscono in un “fermo immagine” che, rimanendo vivido nella memoria, sfida il tempo.

Il libro I graffi della luna è dedicato al marito Stefano