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Come un piccolo sogno

Come un piccolo sogno

By Roberta Degl'Innocenti

Narrativa,Poesia
Editore: Masso delle Fate
Anno: 2015
Euro: 12.00   

Roberta Degl’Innocenti, tra poesia e narrativa, propone un viaggio a ritroso nel tempo, ricordando anche la casa della propria infanzia e l’esperienza drammatica dell’alluvione di Firenze (1966) vista con gli occhi di una bambina.
I versi si susseguono ai racconti brevi, occhieggiano i personaggi esilaranti di una fiaba, alcuni dei quali già protagonisti di un libro precedente. Un coro di parole, dunque,  nello sguardo assorto o sorridente di  una giovane donna che vive la vita “come un piccolo sogno”. 
Il libro è dedicato ad Adriana Peruzzi e Stefania Lazzeri.


Prima presentazione in data 28 marzo 2015 presso il Caffé Storico Giubbe Rosse, Piazza della Repubblica 13/14 Firenze.Interventi di Jacopo Chiostri, Maria Rosaria Perilli, Alessandra Grandi. Letture dell'autrice. Al flauto Claudio Baldocci, preente l'emittente televisiva Toscana TV con il giornalista Fabrizio Borghini.

Seconda presentazione Mercoledì 22 Aprile 2015 presso la Nardini Bookstore, Via delle Vecchie Carceri (Complesso delle Murate). Presenta Maria Rosaria Perilli letture di Roberta Degl'Innocenti. Conclusione di Simonetta Lazzerini Di Florio. Sarà presente il Maestro Giancarlo Ferruggia con due opere "Firenze Santa Maria del Fiore" ed "Emma, interno a Jioville"  

Terza presentazione Venerdì 11 Settembre 2015 presso la Casetta del Buon Vino Piazza Demidoff. Relatori:Annamaria Dulcinea Pecoraro e Maria Rosaria Perilli. Letture Roberta Degl'Innocenti e Claudio Baldocci. Presente il maestro Giancarlo Ferruggia con l'opera "Santo Spirito". L'evento è inserito nel festival Fiume d'Arte 2015.

Quarta presentazione Venerdì 09 Ottobre 2015 alle ore 17,00 presso la Libreria Salvemini piazza Salvemini,18 Firenze. Saluto di Mauro Marrani. Presenta Maria Rosaria Perilli. Al flauto Claudio Baldocci. Letture dell'autrice. Prima esposizione dell'opera "Salambò" del maestro Giancarlo Ferruggia.  

Quinta presentazione Venerdì 13 Novembre 2015 alle ore 18 a Pisa presso il Caffè dell'Ussero a cura di Valeria Serofilli

Sesta presentazione Giovedì 10 Marzo 2016 ore 17,30 presso la libreria Marabuk via Maragliano,29 Firenze interventi e introduzione di Tiziana Curti, con letture di Roberta e Tiziana.

Settima presentazione Lunedì 18 Aprile 2016 ore 17,00 presso il circolo SMS di Rifredi interventi di Clara Vella e Simonetta Lazzerini, con letture dell' autrice.

Ottava presentazione Sabato 23 Aprile 2016 ore 16,30 presso l'Hotel Golden Tower piazza Strozzi Firenze. Incontro con l'autore a cura del giornalista Maurizio Filippini. Articolo sulla Nazione di Firenze.  

Premi vinti:

1° Premio narrativa edita (Michelangelo, 2015)

2° Premio narrativa edita (Poeti nella Società-delegzione di Lecce 2015)

2° Premio per il racconto "Chiara (4 Novembre 1966)" Cinema Teatro e Cabaret Cral Usl Pistoia 2002

1° Premio per la poesia "Antica Casa" (La campagna Toscana 1997) Tavarnelle Val di Pesa 

1° Premio per la poesia "Copre la Terra" (Labys d'Argento 2000) Firenze

Medaglia d'oro per la poesia "Copre la Terra" (Formica Nera 2000) Padova

 

Dalla prefazione di Maria Rosaria Perilli:

Dal cuore al cuore
«... Non scrivere mai nulla che non sia nato davvero dentro di te». É così che si pronuncia Edmond Rostand nel secondo atto dell'ottava scena della sua più famosa commedia teatrale, regalando la propria voce al protagonista Cyrano.
Parole cariche di fascino, profondo significato, le stesse che hanno caratterizzato l'intera produzione di Roberta Degl'Innocenti e maggiormente caratterizzano questo suo undicesimo lavoro, quasi una biografia, scritta però scavalcando la forma classica del romanzo per trasformarsi in originale unione di racconti, fiaba e poesie. Originalità che sfida le regole, ci accompagna in un viaggio intimo, un percorso espressione del mondo interiore dell'Autrice e che mai sa tramutarsi in linguaggio di inquietudine, sofferenza. Rimane lieve pur solcando le inevitabili rughe di dolore: «Poi, un giorno, è arrivato in punta di piedi il Grande Silenzio e si è appropriato della stanza con le sue mani di velluto».
Ogni verso, ogni frase è un battito dell'anima a scivolare sulla carta, a donare ritmo a un testo dove le liriche si sposano in maniera perfetta con la narrazione, perché anche nella stessa, Roberta, con la sua peculiare cifra stilistica, sa trasmettere emozione poetica: «... cullo le mie paure in onde lattiginose, immersa in un sogno umido, mentre la città mi abbraccia come una palude». Lei, la ragazza dai riccioli bruni, con uno pseudonimo racconta l'alluvione del 4 novembre 1966, acqua infinita che non le fa paura – ha solo undici anni, è ancora una bambina – ma le porta via le cose più care, i libri, la bambola, e il suo mondo d'infanzia.
Si ascoltano gli odori, in questo libro (se riusciamo ad ascoltare gli odori, rimarranno indelebili nella nostra memoria) e tutto parla. Parlano i colori della casa dai luccicanti mattoni rossi, una casa che non conosce il tempo e lo scorrere, e i cigni nella vetrina del salotto. Loro lo faranno in una fiaba, saranno, insieme al Bambolino, alla ricerca di un nome. Roberta li sente discutere con gli altri protagonisti, in allegro ritorno dalla precedente pubblicazione “Pisolina, la Befana pigra”, e socchiude la porta, complice e discreta, per riaffacciarsi in quel salotto solo il giorno dopo, e divertirsi.
Artista sensibile, come lei stessa si definisce, capace di sprofondare nei ricordi e farne una raccolta, riviverli nella quotidianità, donando ai suoi “ammirevoli e dolcissimi lettori”, con uguale delicatezza descrittiva, una ricetta della tradizione toscana, gli gnudi, e una immaginaria lettera - bellissima, toccante, dal sapore a tratti manzoniano -  scritta a una sorella mai conosciuta, scomparsa troppo presto, a cui l'autrice chiede, con stupore di termini, di curare il suo dolore, senza chiedere niente, finalmente in pace.

Un testo breve, sereno e struggente al contempo, dedicato ai suoi cari non solo nell'insieme, ma anche nelle singole liriche, in cui ritroviamo i genitori, le tate; in cui ritroviamo la casa, “la stanza socchiusa, vestita di petali e di amore”, pagine di vita e di viole, suoni mandolini, gerani addormentati; in cui troviamo il profumo dei giorni andati e immortali, leggero e delicato quanto estiva brezza.
Poesie capaci di abbracciare ogni stile: il verso libero, l'endecasillabo perfetto, fino all'endecasillabo spezzato di ungarettiana forma. E proprio con l'endecasillabo spezzato si rivolge al padre, nel momento diventato ormai memoria, vedendolo “in trasparenza, come in volo”.
Prosa poetica e liriche quale meraviglioso accordo, un nuovo genere, capace di avvolgere e farsi leggere in un soffio.
In questo libro la ragazza dai riccioli bruni mette tutto il suo cuore per arrivare al cuore, dove si scopre e commuove, annullando quello spazio che ci separa dal passato, per poterlo rivivere, ritrovare, carico del suo più profondo significato. La parte di ognuno che non può restare indietro, ma si distende e si dilata. Ci raggiunge.
Roberta Degl'Innocenti l'ha intitolato “Come un piccolo sogno”.  Non poteva esserci scelta più appropriata: tra prosa che si fa musica, tra rime sparse, baciate e intrecciate, s'alza un coro di parole, “una dolce carezza che non fa rumore ma apra cieli lindi di salvezza.”

Recenzione di Luciano Nanni (scrittore e critico letterario, presidente del Formica Nera)
Literary aprile 2015
Narrativa e poesia. Multiforme nei contenuti, anzi vario, questo libro è consigliabile a grandi e piccini. Si apre con una ‘missiva’ di Fata Fanciulla ai ‘Carissimi amici’ (i lettori) e con una poesia che introduce ai piccoli grandi sogni e a certe realtà. In forma di diario Chiara rievoca l’alluvione di Firenze (1966), un’esperienza vissuta, quando l’autrice aveva undici anni. Poi un ricordo, che ritroveremo: ‘La casa dei mattoni rossi’, e una ‘lettera’ immaginaria alla sorella, datata febbraio 1999, e infine la poesia (1° premio La Campagna Toscana, 1997) Antica casa. Una ricetta con foto: gli gnudi sono ravioli. Poesie: qui si ammira lo stile di Roberta. La lirica Copre la terra dedicata al padre ricevette nell’anno duemila il primo premio al “Labrys d’argento” e la medaglia d’oro al “Formica Nera”. Per concludere, la fiaba ‘Birba e la famiglia dei cigni’. Una ‘miscellanea’ ben assortita, che testimonia di una scrittura ricca di sentimento e che, parafrasando modificandola la citazione di Saint-Exupéry (p. 5), “rende visibile agli occhi” ciò che il poeta percepisce oltre le apparenze.

Recensione di Monica Florio
Literary 05/2015
È bello addentrarsi nuovamente nell’universo letterario di Roberta Degl'Innocenti, caratterizzato dalla compresenza di generi differenti quali il diario, la fiaba, la lettera, la poesia, il racconto.Guidati dalla sua personalità solare, siamo partecipi di episodi talvolta dolorosi - l’alluvione del 1996 nella sua città, Firenze - che trascendono l’ambito strettamente personale per elevarsi a esperienze comuni.La lettura di questo scritto biografico si è rivelata un’immersione in un mondo popolato da personaggi spesso immaginari, di cui alcuni già apparsi nella raccolta “Pisolina, la befana pigra”: una campanella dal tintinnio facile, due bambole francesi un po’ vanesie e un saccente (ma come potrebbe essere altrimenti?) vocabolario.Questo viaggio intimo non è mai gratuito perché l’Autrice, anche avvalendosi di pseudonimi, ricrea luoghi e cose a lei care con un distacco che consente al lettore di identificarsi.Sia Chiara che la ragazza dai riccioli bruni sono incarnazioni della stessa scrittrice che si serve del sogno come canale privilegiato per mettere in scena l’infanzia: ecco la casa dai mattoni rossi, conservatasi nel tempo che, come per magia, “ha semplicemente fermato le lancette”, la sorella scomparsa prematuramente, oggetto di una commovente missiva, i ravioli nudi di cui ci viene proposta la ricetta.Graficamente impeccabile, l’ultima prova di questa prolifica autrice è un inno alla memoria che consente il recupero di un passato che, rivissuto, diventa presente.

Recenzione di Sandra Carresi
Literary Ottobre 2015
Il libro di Roberta è molto elegante, colorato, illustrato, ricco di papaveri rossi che trasmettano d’impatto allegria e invito a correre in quel prato verde dalle macchie rosse, certi di non essere soli in quel prato ma, in ricca compagnia di una delicata memoria affiancata ad un filo di nostalgia, una corsa in punta di piedi per mano a qualcuno, a qualcosa, che ha vinto il tempo ed è rimasto con Roberta da sempre per sempre.La ragazza dai riccioli bruni non ha più le trecce ma, probabilmente è rimasta la stessa, ha raccontato con amore, praticamente la sua vita, tornando indietro nel tempo e riportando alla luce non solo i suoi cari, gli affetti, la sua casa, ma anche i suoi “ninnoli” cresciuti con lei.Sicuramente una persona che ha ricevuto molto amore, è questo forse il segreto della sua leggerezza nel trattare argomenti anche drammatici, il suo star bene con se stessa, il suo raccontarsi gioioso, la sua fantasia amalgamata a realtà.Forse, la ragazza dai riccioli bruni cammina ogni giorno con la sua gonna blu a pieghe e le sue trecce, accanto a Roberta, forse le suggerisce di continuare ad osservare le nuvole, forse, insieme, sanno vedere quel blu che a molti, non è dato vedere.

Recensione al libro  “Come un piccolo sogno” a firmaAndrea Pugiotto.
Rivista Letteraria Poeti nella Società, novembre/dicembre 2015. Numero 73.

Cos’é davvero un sogno? Una visita in un mondo diverso dal nostro, almeno in parte, con immagini fluide ed impalpabili che non possiamo arrestare perché siamo complici spettatori esterni. Eppure quel mondo è lì, reale e luminoso, per tutto il tempo che durerà (i sogni muoiono all’alba), scintillante di colori e di luci, con immagini familiari o fantastiche, banalità divenute cose inusitate oppure meraviglie del tutto impreviste ed inaspettate… Ecco: più o meno un sogno è questo. Sarà bene rammentarlo, al di là delle speranze di Cenerentola (i sogni son desideri) e delle spiegazioni di Freud e Young (i sogni sono le nostre paure, celate nel subconscio), perché questa piccola antologia della signora Degl’Innocenti corrisponde assai di più alla descrizione che apre questa piccola recensione. Qui, la gentile Autrice (sulla cui vita ed opere c’è rapporto dettagliatissimo in terza di copertina) ha raccolto stralci presi qua e là dai suoi scritti (poesie, memorie autobiografiche, curiosità estemporanee, fiabe), scegliendo fior da fiore per dare un’idea precisa di chi o cosa sia come donna ed Autrice. È un INCANTO! Nel senso più letterale del termine. Le tre poesie dedicate ai genitori, per esempio, non hanno certo bisogno di commenti e le memorie ingenue di Roberta, bambina, undicenne, a inizio antologia sono un settebello letterario delizioso! Bisogna avere il cuore di pietra o essere fatti di ferro o di plastica per non apprezzare la dolcezza di queste piccole opere,  in prosa o in versi. E del resto, la Degl’Innocenti ha già dato prova di sé con i numerosi testi da lei già firmati in passato (spicilegi poetici o piccole antologie di novelle) e chi la conosce sa bene che va sul sicuro scegliendo questo testo. E chi ancora non conosce a Degl’Innocenti? Ebbene questo piccolo testo potrà essere un antipastino gustosissimo che invoglierà i neofiti a procurarsi altri testi della stessa Autrice per saperne di più e restarne viepiù ammirati. Già, perché, fra le altre cose, questo mini zibaldone ha il pregio di essere un piccolo capolavoro: né troppo né troppo poco. Una giusta via di mezzo per suscitare curiosità… ma senza svelare il finale o le sorprese celate in altri testi. Da leggere per credere. Buona lettura!

Recensione di Gian Piero Prassi
Rivista letteraria "Bacherontius", Giugno 2015 "Come un Piccolo Sogno".

Un volumetto molto personale, quasi intimo. In cui l’autrice in prosa, poesia e fiaba, ripercorre le stagioni passate della sua vita, i luoghi, le persone e i pensieri più cari. La dimensione fiabesca pare la più consona e felice e si riverbera nelle parti in poesia e prosa. È veramente “un sogno che ritorna in ogni tempo, / ad abbracciare tutto il firmamento”. Un libro leggiadro e felice, anche se ospita pure esperienze terribili come il ricordo dell’alluvione di Firenze del 1966 che segna la perdita dell’innocenza e l’entrata nel mondo reale. Ma l’esercizio della memoria, con l’aiuto di una scrittura limpida e fluente, è comunque motivo di gioia, la “casa dei mattoni rossi”, le esperienze, il padre e la madre.  Tutta questa vita viene come coltivata dalla forza dell’amore, così la raccolta è davvero un giardino di profumati fiori, come i papaveri della copertina. Nel corso della giornata, lettura, qualche nube passerà a velare il sole, ma anche il ricordo dei dolori o la nostalgia del passato profumano e sono offerti al lettore con gusto e grande misura.