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  • Pisolina, la Befana pigra

    Pisolina, la Befana pigra

    Fiabe
    Editore: Masso delle Fate
    Anno: 2014


    Eugenio Giani - Consigliere Regionale e scrittore

    Intervista del giornalista Fabrizio Borghini (TOSCANA TV) ad Eugenio Giani, presso il Salone delle Feste, Regione Toscana, mercoledì 17 settembre 2014. Presentazione del libro Pisolina, la befana pigra di Roberta Degl’Innocenti

     

    Pisolina, l’avventura di questa bella figura, caricatura, personaggio, porta Roberta Degl’Innocenti, da scrittrice impegnata, da poetessa leader del gruppo Modigliani a  calarsi, nella maturità, con la letteratura dell’infanzia.

    Un libro dietro l’altro, i suoi, sempre di maggiore successo. Se dovessimo trovare un riferimento e un parallelo lo indicherei in Carlo Lorenzini: il giornalista fiorentino, partecipe del Risorgimento, impegnato scrittore della Firenze Capitale.

    Sua la cronaca, nella prima pagina della Nazione del 15 marzo 1860, quando si raccontava l’adesione dei toscani al nuovo Regno d’Italia.

    Carlo Lorenzini, ad una certa fase della propria vita, incomincia a scrivere per i bambini: non utilizzando i concetti semplici ed elementari ma attraverso immagini che trasmettono nella letteratura dell’infanzia gli aspetti belli e meno belli della vita. I valori profondi che ispireranno l’esistenza.

    Quindi, tornando a noi, in qualche modo, in questo amore, nella tendenza di una scrittrice affermata, di una poetessa di grande valore come Roberta Degl’Innocenti, verso la letteratura dell’infanzia rivedo un po’ proprio quest’impegno civile che, attraverso il racconto alle nuove generazioni, esprime il senso profondo dei valori che la vita le ha progressivamente affermato.         


    Luciano Nanni-critico e presidente Formica Nera

    NOTA DI LUCIANO NANNI
    LITERARY 10/2014 

     

    Narrativa per ragazzi. La poesia sconfina nella fiaba, e viceversa.

    L’autrice sviluppa tutta la sua fantasia in queste otto fiabe ricche di inventiva: animali e oggetti prendono vita, realizzando un mondo magico, quello dell’infanzia e del sogno: “I cucchiaini si tenevano per mano” (Dondolino e i fiori di ceramica). Pisolina è una Befana pigra, alla quale però viene affidato un incarico importante. Tre palle di Natale (Violetta, Argentina e Lucidalabbra) riescono a suscitare immagini poetiche: “L’inverno ha uno sguardo limpido, leggero.” Lille e Miou sono due bambole francesi “talmente minuscole che le puoi mettere in un taschino”. Gli oggetti quindi “diventano storia”. E così, fino alla breve, ultima e significativa fiaba Il suonatore di tromba.

    Con questo decimo libro la Degl’Innocenti conferma la sua vena particolarmente felice, sia in poesia che in prosa.

    Deliziose le illustrazioni di Andrea Gelici.


    Maria Rosaria Perilli - scrittrice

    Maria Rosaria Perilli, lettera 19 settembre 2014


    Mia carissima Roberta,
    ho appena finito il tuo libro e voglio complimentarmi per lo splendido lavoro che sei riuscita a compiere. Avevo già avuto modo di "saggiare" le tue capacità nella narrazione per bambini con "La luna e gli spazzacamini"; ora, con Pisolina, mi sento di dirti che sei davvero una delle più grandi scrittrici contemporanee.

    Parlare ai bambini è, per un autore, sicuramente un impegno denso di difficoltà: il loro è un mondo che troppo facilmente riusciamo a dimenticare, che rimane lì, un po' sbiadito, così come riusciamo troppo facilmente a dimenticare il loro linguaggio, fresco e innocente, un linguaggio che ha le parole del sogno, della purezza.
    Tu, splendida amica, riesci ancora a entrare in questo mondo per raccontare con le parole che sanno di sogno e purezza; sai unire il classicismo alla modernità, sai dare voce agli oggetti e sei capace di far "rimbalzare" il lettore adulto in quel tempo sbiadito per restituire colori intensi. Sì, ha anche valore cromatico, la tua scrittura, da cui molti dovrebbero prendere esempio.Immagini, ecco, tu riesci a creare immagini. E non solo. Anche suoni, rumori. Mi pareva di ascoltarli e questo mi ha strappato più di un sorriso.Pisolina mi ha fatto ritornare la bambina che ero, quella che amava Hansel e Gretel, Il gatto con gli stivali e Raperonzolo dalle sue lunghe trecce; mi ha fatto ritornare ai lunghi pomeriggi d'infanzia trascorsi con tanti protagonisti per ritrovarne di moderni ed egualmente belli. L'albo delle befane, bambole sgambettanti nei taschini, elfi profumati.
    I bambini fortunati che lo leggeranno non potranno che portarlo sempre nel cuore e, domani, ricordarlo come un prezioso compagno d'infanzia. Potranno, come me oggi, stare seduti con la mano sotto il mento e sentire il Suonatore di Tromba. Che va a trovarli con un sorriso. Un abbraccio.


    Giusy Frisina - poetessa

    Nota di Giusy Frisina sul racconto Il picchione e le farfalle dal libro Pisolina, la befana pigra

    LA FABBRICA DELLE LACRIME
    La ”fabbrica delle lacrime” non è soltanto una delle tante  trovate divertenti, inventata dalla fervida fantasia di Roberta Degl’Innocenti, nella splendida raccolta di racconti intorno alla Befana “Pisolina” che spesso e volentieri si addormenta, forse per evadere da una realtà che le sta stretta. Ma come e più di altri momenti  di queste fiabe è una sorta di chiave di comprensione più profonda del senso di questo  libro, per chi vuol riuscire a capirlo nella sua saggezza rivelatrice. La fabbrica delle lacrime è il luogo misterioso in cui gli oggetti possono diventare umani e gli umani smettere di comportarsi come oggetti. Ma il luogo delle emozioni sembra straniato, al punto da doversi pensare come fabbrica delle lacrime, per chi pure quelle emozioni le vive ancora intensamente, forse ha solo perso la spontaneità per esprimerle … Ci dice qualcosa tutto questo?  Eppure  una fabbrica delle lacrime è  paradossalmente rassicurante per il mondo delle bambole e delle farfalle, perché si sa almeno che c’è  chi pensa alle loro emozioni. E noi siamo così persi che ci suona di conforto una soluzione del genere,  così ci accorgiamo che si sta parlando di noi.  La penna fattucchiera di Roberta ci ha fatto capire così la nostra disperata solitudine.

    Eppure il finale conforta, qualcosa di magico può ancora succedere …. E addirittura anche l’amore può stranamente  vincere ancora, ripristinata l’umanità. Ed è una speranza che non possiamo perdere.

    Ottobre 2014 


    Valeria Serofilli - poetessa

    Caffè dell'Ussero nota di lettura di Valeria Serofilli a Pisolina, la Befana pigra (Masso delle fate, Signa, Firenze 2014) di Roberta Degl’Innocenti.

    Con il volume Pisolina, la Befana pigra edito per i tipi di Masso delle Fate nell’agosto 2014, Roberta Degl’Innocenti ci regala il suo secondo libro di fiabe, dopo “La luna e gli spazzacamini” che ebbi modo di presentare sempre nell’ambito degli Incontri dell’Ussero nel 2012.

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    Ho “dovuto” per forza scrivere le loro storie.

    Mi sono sentita INERME di fronte alle loro ragioni.

    Bussavano, insistevano, si palesavano sotto ai miei occhi.

    Confesso, però, che mi sono anche divertita.>>

    Divertendo dunque e, perché no, anche divertendosi, la Degl’Innocenti ci conduce in un mondo in cui le cose hanno una propria anima perché è lei a regalargliela (come a suo tempo sottolineato dalla Matthieu). E’ così che le bambole, i soprammobili, la piccola Befana e persino gli addobbi natalizi, assumono una precisa identità, diventando personaggi che la sapiente “penna” di Roberta nonché il “pennello” del bravissimo illustratore Andrea Gelici, ci rendono vividi e familiari.

    Così, per la voce narrante di Fata Fanciulla, ecco affacciarsi Pisolina, Truciolo, Violetta, Argentina e Lucidalabbra, le tre palle di Natale, le bambole francesi Lille e Miou, l’elfo Giuditto, Dondolino, Luna e Gingillina, tanto per citare i personaggi principali delle otto favole in cui si articola il libro; ma anche Ciondolino, il Capo dei Fili d’Erba, Rosmarino, Pinzimonio, Muschio bruno della fiaba dell’Elfo profumiero: é infatti nei nomi che si sbizzarrisce l’estro della nostra Autrice.

    Altro terreno fertile all’inventiva di Roberta Degl’Innocenti è quello delle onomatopee, tanto care al Pascoli (basti pensare al chio chio chio dei Canti di Castelvecchio o al gre gre di ranelle de “La mia sera”, peraltro complicata dal tessuto allitterante) e al Giacomini (Tottali, Tottali, li li in “Andar per uccelli”).

    Ed ecco nel volume in oggetto omopatee relative ad animali, tanto amate dai bambini, quali miao, grrr, grunt (p. 64) o di oggetti e azioni: din don (p. 39), sput sput sput (p. 41), toc toc (p. 45), clap clap (p. 70), bum bum bam, crasc crasc crasc (p. 59), usate in serie ripetute di tre, più che in unica sillaba.

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    SSSSSSSSSS

    EHM, EHM, EHM – Signori, attenzione!

    BRIGO BRIGANTE, TAPPETO VOLANTE

    MONDO BIRBINO, TAPPETO PICCINO

    PERDI PESO PERDI PESO PERDI PESO

    PENSA DAVVERO, DIVENTA LEGGERO

    MAGICO MONDO, PENSIERO ROTONDO

    PERDI PESO PERDI PESO PERDI PESO

    SPUT SPUT SPUT

    (i soliti tre sputi)

    PAROLA DI ELFO NOMADE

    (facendo il gesto del giuramento)

    Insomma, un delirio – vi dico – con questa formula riciclata.

    Eppure… l’importante è crederci!!!

    Cosa sarà accaduto?>>

    Un libro che ci sorprende dalla prima all’ultima pagina, questo di Roberta Degl’Innocenti, anzi fino alla quarta di copertina, con la sua notte di stelle, culla di quel dolce e rincuorante <<(…) credimi…mi si chiudono le palpebre dal sonno …>> che sembra sottendere un sapido <>

    Valeria Serofilli

    Caffè dell’Ussero di Pisa, 30 Gennaio 2015


    Monica Florio

    Literary Gennaio 2015
    recensione di Monica Florio

     

    Piacerà ai bambini il libro illustrato “Pisolina la Befana pigra” di Roberta Degl'Innocenti per il garbo e la vivacità con cui l’atmosfera natalizia è rievocata. Nel racconto che dà il titolo alla raccolta è protagonista una Befana così pigra da addormentarsi sulla scopa e perdersi per strada. In queste otto fiabe compaiono vezzose palline di vetro e bambole francesi, animaletti di peluches e cavallini a dondolo che, non senza rischi, si animano e prendono vita durante la notte.

    A impreziosire le storie sono le belle illustrazioni di Andrea Gelici che ritrae, senza essere lezioso, oggetti e personaggi cari ai più piccoli. Dal canto suo, l’eclettica scrittrice, tra una formula magica e una filastrocca, non rinuncia a richiamare l’attenzione dei lettori più giovani sul valore dell’amicizia che “quando si deposita in fondo al cuore rimane come un abbraccio, una lettera piccina, il sorriso del verso che sfiora la mente e diventa una poesia”.


    Pasquale Matrone

    Recensione di Pasquale Matrone 
    La Nuova Tribuna Letteraria n. 117/2015

     

    Saranno i bambini a salvare il mondo: la loro innocenza lo ripulirà dalla fuliggine che minaccia di renderne l’anima sempre più arida e buia. Perciò è da loro che occorre partire per restituire vigore e sentimenti agli uomini, insediati dal virus dell’anaffettività: inquieti, disorientati, quasi del tutto orfani, ormai, di certezze e di valori. Libertà, generosità, lealtà e amicizia dovranno riacquistare il loro ruolo, imprescindibile e benefico… È questa la ragione che ha spinto Roberta Degl’Innocenti a ritornare alla fiaba, strumento che sa usare con maestria per raccontare la vita, il suo presente, le sue possibilità e col quale si è già cimentata nel 2007, con La luna e gli spazzacamini.  La nuova raccolta, Pisolina, la befana pigra, edita da Masso delle Fate e illustrata da Andrea Gelici, riprende il filo di un discorso mai del tutto interrotto, se si scava bene nelle intenzioni non dichiarate e nelle tracce che l’artista fiorentina, di volta  in volta, sia pure in maniera più o meno inconsapevole, ha lasciato nella sua produzione letteraria. Sin dall’inizio, il lettore si troverà immerso in un’atmosfera che, per molti aspetti, rievoca suggestioni già vissute con Andersen. Lo scrittore danese, come fa Roberta Degl’Innocenti, ha dato anima e parole a oggetti, trasformandoli in personaggi vivi e indimenticabili. Tra i tanti: “Il soldatino di stagno”, “La ballerina”, “Il vecchio lampione” … Semplici oggetti del suo universo domestico trasfigurati, strappati all’inerzia, resi emblematici e palpitanti. La realtà in cui vive Andersen, povero, poco aggraziato, carico di frustrazioni e di risentimenti, è piena di ostacoli e di ingiustizie, ha bisogno di essere corretta, resa più accogliente… Per lui, dunque, la scrittura è una forma di risarcimento e di redenzione. Per l’artista fiorentina, fatti i dovuti distinguo, il discorso val allo stesso modo. Il suo tono, però, è sereno e rasserenante, come si addice all’infanzia e al suo diritto di essere aiutata a crescere con un pizzico di ironia, iniezioni di valori e dosi giuste di fiducia e di speranza. “Pisolina”, la befana da cui la raccolta prende il nome, è in buona compagnia nell’universo incantato di Roberta Degl’Innocenti. Con lei: “Scopettina”, “Truciolo”, “Cipolla”, “Dentona”, “Giuditto”, “Citronella”… Personaggi mutuati dall’universo di una fanciullezza densa di ricordi e di sogni. L’autrice, che in una nota introduttiva ama definirsi “Fata Fanciulla”, li recupera dal suo passato: bambole, ninnoli, soprammobili speciali, una befanina… “De te fabula narratur”, dunque. Il motto di Orazio ben si addice a Roberta Degl’Innocenti come a ogni altro scrittore che, lo voglia o meno, del suo spartito è maestro e, nel contempo, orchestrale. Notevole è la cura destinata al linguaggio: brioso, limpido, funzionale alla natura della narrazione, adatto ai bambini e. insieme, degno dei palati più sottili. Un linguaggio ricco di suoni, rumori, sussurri, musica; generatore di atmosfere sospese tra realtà e sogno; capace d’incantare e di catturare. L’artista sa giocare con le parole; ne potenzialità e risorse; sa mescolarle tra loro per ricavarne pietanze allegre, gustose e convincenti. Un esempio? La filastrocca: Brigo Brigante, tappeto volante./ Mondo birbino, tappeto piccino / Perdi peso perdi peso perdi peso. // Pensa davvero, diventa leggero / Magico mondo, pensiero rotondo / Perdi peso perdi peso perdi peso”, Nonsense? Semplice gioco? Anche. Ma, a ben leggervi dentro, è molto di più, è l’invito a liberarsi dalla zavorra dell’avidità, della guerra, e dell’egoismo; a ripulire mente e cuore da ogni sorta di cattiveria; Ad aprirsi alla vita; a rimettere in funzione le ali; a librarsi nell’aria, sempre più avanti e più in alto. 

     


    Dalmazio Masini - presidente Accademia Alfieri

    L'Alfiere della poesia n.1/2015
    Oggi ancora un libro di favole, adattissimo in questo clima di festività natalizie, propostoci da un'autrice, forse più conosciuta come poetessa, non nuova a questo genere letterario. Ricordiamo il successo di "La luna e gli spazzacamini" edito nel 2007, quando alcune fiabe riuscirono ad evadere dai confini della carta stampata per conoscere la vitalità del teatro e furono più volte messe in scena in aule scolastiche. Presentato a distanza ravvicinata in prestigiose sedi fiorentine, affollatissime di pubblico, quali il "Salone delle Feste di Palazzo Bastogi" (Sede del Consiglio Regionale Toscano) e il Caffé Letterario Giubbe Rosse, il viaggio tra la gente delle favole di Pisolina non poteva avere partenza migliore. Siamo perciò certi che questo personaggio resterà a lungo nei cuori di chi ha avuto il piacere di conoscerlo.
     


    Lia Bronzi - critico e presidente Camerata dei Poeti

    Firenze 19 Settembre 2014
    BREVE EXURSUS STORICO DI LETTERATURA PER RAGAZZI. PROLOGO A “PISOLINA LA BEFANA PIGRA” DI ROBERTA DEGL’INNOCENTI (LIA BRONZI)

    Il mondo delle fiabe e dei miti nasce con l’uomo ed, in tal senso, ha radici antichissime provenienti da sentieri vari e culture popolari, spesso orali, di etnie diverse nelle quali sono presenti: fate buone, streghe cattive, maghi, sirene, gnomi, fauni o strani animali parlanti, emergenti dalla fantasia e dall’inconscio collettivo umano, nella poetica trasfigurazione di eventi e suggestioni primigenie. Fiabe e leggende si ritrovano sui papiri e nelle stele egizie, come sui monumenti dell’antica Roma, insomma ovunque nel mondo i racconti sul fantastico, sul meraviglioso ma anche sull’orribile, si intrecciano secondo un fil rouge di identiche esperienze vissute dall’uomo, sia che esso abiti a Nord come a Sud del mondo, sotto ogni cielo e latitudine, sia che si riferisca alle dolci notti in cui Euridice ama Orfeo, che alle algide notti nordiche animate dalla “Piccola fiammiferaia”, a cominciare da Esopo e Fedro che, molti secoli dopo ispirarono il francese La Fontaine. Gli stessi eventi e suggestioni primigenie, con l’avvento del Romanticismo, stimoleranno l’interesse per la fiaba in  Europa, infatti nel 1812 i fratelli Grimm, il francese Charles Perrault, l’irlandese William Butler Yeats, scrissero fiabe per bambini,  a loro si aggiunsero altri che andarono ad alimentare il fantastico con la fresca purezza della poesia, come Christian Andersen. In Italia, Carlo Lorenzini, detto Collodi, nel 1883 pubblicherà le favolose “Avventure di Pinocchio” tradotte in seguito in tutte le lingue del mondo. Opera anche per adulti poiché si può focalizzare come viaggio iniziatico di conoscenza. Anche Italo Calvino e Alberto Moravia, noti come narratori di alto livello per adulti, scriveranno rispettivamente “Fiabe italiane” il primo e “Storia della Preistoria” il secondo, negli anni ’50, con volontà propedeutica e morale. Più tardi, per il fumetto, Corto Maltese con “Valentina”, Hugo Pratt e Guido Crepax, esprimeranno tutto un mondo dove viene scandita l’eterna favola della vita, nel bene e nel male. Oggi i ragazzi, anche piccolissimi, attraverso il mondo virtuale e mezzi tecnici sofisticatissimi, frequentano sempre più un’altra realtà, più moderna e attuale, i cui esisti non ci è dato conoscere. Non ci sottrarremmo a questo nuovo impegno, con onesto spirito critico. Per ora ci limitiamo a rivolgere la nostra attenzione a chi, con coraggio, apponendo nero su bianco su cartaceo, con un lavoro creativo che è più manuale che digitale, come appunto fa, la poetessa Roberta Degl’Innocenti, che è già alla seconda prova con la raccolta di novelle dal titolo:  “Pisolina la befana pigra”.

    LA “POETICA FAVOLISTICA” DI ROBERTA DEGL’INNOCENTI

    La naturalezza di un raccontare favolistico e poetico, al contempo, supportata dall’autonomia e riconoscibilità di un originale linguaggio metaforico e simbolico, permette alla narratrice Roberta Degl’Innocenti, di trattare qualsiasi fantasia tematica, avvalendosi di una emozione autentica e di un agire in piena libertà creativa. L’autrice ama l’onirico ed il mondo surreale, e torna a rivisitarlo con l’opera “Pisolina la befana pigra” un po’ per evadere e bisogno d’innocenza, ma soprattutto per rivisitare la realtà e raffigurarla con il suo terzo occhio, liricizzandola dal suo interno e coglierne, quindi, il vero senso poetico che, come dice Antoine de Saint Exupery, si cela agli occhi di chi non sa percepire o vedere. un invaghimento letterario di mito poiesis che porta l’autrice a raffigurare ciò che la circonda, dando voce e corpo anche agli oggetti inanimati, evocandoli secondo un linguaggio surrealista fluido e semplice, talora burlesco e ironico, tramite un realismo visionario, più che del segno della parola che è pur presente. Ne nascono immagini che la visione immerge in una realtà dialogica e pulsante di vita, per risonanze interiori e accensioni di lirica sospensione, congeniali, del resto, del modus operandi letterario di Roberta Degl’Innocenti, sia in poesia che in narrativa di altro genere. Tutto un mondo, questo del libro per ragazzi e adulti, che levita da una scintilla di luoghi remoti ed impercettibili, dove danzano squarci di luci ed ombre della fantasia che, non appartenendo al reale, si sviluppa in altre direzioni e dimensioni. Una ascesa nuova ed antica al contempo, verso misteriose vette della creatività che si rinnova continuamente secondo una incessante evoluzione che è l’essere e il divenire di ogni vero artista. 

     

    I PERSONAGGI DI “PISOLINA LA BEFANA PIGRA”

     

    I personaggi di questo secondo volume di favole, provengono da un ormai lungo percorso letterario (poesia e narrativa) di Roberta e volgono decisamente verso una vita ed un linguaggio fantasioso e surreale, ricordandoci, al contempo, una tendenza scenografica dell’autrice, proprio per quel procedere per associazione di idea, di immagini e pensieri onirici latenti, che costituiscono poi la vera forza motrice del sogno, assieme ad un lavoro nascosto nell’inconscio e mise en scéne che ben sa interpretare il pittore Andrea Gelici, con le meravigliose pitture di ambiente, tese a valorizzare con colori vivaci la teatralità dei soggetti tematici atte ad attirare e coinvolgere i lettori giovani e adulti. La narratrice avverte l’esigenza di penetrare le figure, dando anima agli oggetti che rende sonori, vivi, parlanti, trasfigurandoli in uno stato d’intensa emozione, nell’urgenza di esprimere la visione interna. Nascono così: “Pisolina la befana pigra” , che dà titolo al testo, “Violetta, Argentina e Licidalabbra (ovvero storia di tre palle di Natale)”, “Lille e Miou, le bambole francesi”, “Il Picchione e le Farfalle”, “Giuditto, l’elfo profumiero”, “Dondolino e i fiori di ceramica”, “luna e Gingillina”, “Il suonatore di tromba”. Tutti nomi ed interpreti dal significato simbolico e metaforico, che di per sé è già un “mantra”, dove pulsioni e colori rappresentano la purezza di un mondo incontaminato, nel desiderio prorompente di esistere ed esserci nel gioire della vita e nel dialogo con essa, secondo il mondo magico dell’amicizia che scatena imprevedibili epifanie pronte a sciogliere, celandosi, gli enigmi irrisolti della vita. Personaggi, quindi, di forte presa e suggestione, proiettati verso l’infinito e l’Oltre, nel loro accedere all’universalità. In tal senso anche l’infanzia è intesa come memoria e mondo edenico della vita di tutti, il mondo scenico come suggestione, il pensiero dell’autrice come ricerca di valori e come evasione. Tutta una poetica interiore delle cose che anima il proprio potenziale espressivo per levità delle alchimie, per squarci di luce supportati da valori morali e umani, primo fra tutti l’amicizia, quale esigenza di verità, anche per questo la raccolta di racconti centra il segno positivo.

     

    PUNTO DI VISTA FORMALE E SEMIOLOGICO

     

    Per quello che attiene lo stile narrativo, c’è da dire che esso ha qualcosa di futuristico o meglio attiene, per quel reiterare parole che esprimono l’atto inteso a trasmettere idee, qualcosa che lo lega ai valori futuristi. Ne facciamo alcuni esempi: “…ETCIÙ, ETCIÙ, ETCIÙ….(“Pisolina la befana pigra” ) oppure: “…MMM MMM PSS…..”. In tal senso il lettore si trova in mezzo al turbinio delle immagini incisive e vibranti, come fossero una rutilante cascata di suoni di marinettiana memoria, verbalizzandone e sonorizzandone i pensieri, le forme, i rumori, i profumi, tutti tatticismi per estrarre brividi dalla magia della narrazione. E c’è sempre un pensiero, una filosofia e riflessione razionale, quale motivazione che sostiene le ragioni di un testo. In tal senso l’autrice è in sincronia con i cambiamenti del linguaggio, per essere più vicina ai giovani navigatori di internet e i lettori dei fumetti, pur rimanendo il suo uno stile che è: “espressione adeguata di un adeguato contenuto” in nome dell’autonomia dell’arte, nel campo dell’animismo panico della poesia. Esempio tipico ne sono i refrain che citiamo e con i quali chiudiamo questo nostro fare esegesi del testo, che recitano:

    “- E’ tornato, è tornato! – cantavano gli uccelli.

     - E’ tornato, è tornato! – stormivano le foglie.

     - E’ tornato, è tornato! – mormoravano le ginestre, ubriache di giallo, mentre il rumore si propagava tutto intorno.

    Una festa di vento e di luce…..” (“Il suonatore di tromba”).