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  • Un vestito di niente

    Un vestito di niente

    Poesia
    Editore: Edizioni Del Leone
    Anno: 2005


    Franco Maria Maggi - La Gazzetta di Bolzano

    UNA SILLOGE DI VERSI

    AFFABULANTI ED ESPONENZIALI

    ROBERTA DEGL’INNOCENTI, POESIA FASCINOSA

    dI Franco Maria Maggi 

    FIRENZE – Roberta Degl’Innocenti. “Un vestito di niente”. Poesie. Prefazione di Paolo Ruffilli. Edizioni del Leone. Venezia, 2005. 

    - Non può essere una autonomia artistica anomala, una superfetazione, un tentativo di “nullificazione eideica”, irriducibile, forse di soprafazione dell’es freudiano quella di Roberta Degl’Innocenti. La sua esistenza è temprata dal fuoco, già composta da stagioni irripetibili all’insegna di quella sessualità (e sensualità) stabile, profonda e indagatrice di ogni minimo sussulto o fermento del cuore. Questa “triade” di sesso mimetizzato sotto lo stimolo creativo, di spiritualità esponenziale e di condivisione di condizioni di affetto e di operari sequitur esse costituiscono la spinta interiore “di comunicare agli altri –  come dice Paolo Ruffilli nella acuita prefazione – la propria visione del mondo e delle cose… mirando a rappresentare il senso fascinoso della vita…”.

    Ecco alcuni frammenti o estratti delle sue liriche molto significativi: (Un vestito di niente) “…Un vestito di niente, lo so bene, / da stropicciare addosso, seguendone / le pieghe con la mano. / Un desiderio strano, irriverente. / Nuda di pioggia, naufraga del pensiero…”; (Fuochi d’autunno) “…Oltre pensieri nudi: labbra aperte, / grappoli arresi, dopo la vendemmia / …”; (Simulazione di rosso) “…La stella della notte mi voleva nuda. / Simulazione di rosso nei pensieri.”; (Come amori) “Accarezzo i miei libri come amori, / amori vezzeggiati da occhi stanchi / e pupille sudate…”.

    Poesia dove il sensoriale e l’immaginifico si sovrappongono ma sempre in prospettiva di un “fenomeno reale”.

    Roberta Degl’Innocenti “incanta” il lettore dei suoi versi, lo affabula, lo circuisce, catturando emozioni nascoste tra le “pieghe” della psiche.

    Versi sublimali, di forte erotismo non visibile, ma sotteso e manifestato in una miriade di sentimenti abilmente distribuiti, dosati, tali e tanti da produrre uno Champagne di altissima qualità.

    Una poesia di straordinario livello, in cui ci si immerge con infinito piacere, dalla quale si esce sì piacevolmente storditi ma anche visibilmente “annichiliti”.

     


    Dalmazio Masini - presidente accademia Vittorio Alfieri e poeta

    DALMAZIO MASINI

    L’ALFIERE

    2/3 giugno 2005

    Firenze

     

    Dopo “Il percorso” (1996) e “Colore di donna” (2000) ecco la terza raccolta poetica di Roberta Degl’Innocenti, un pilastro nel suo itinerario sempre più teso alla conquista di una netta identificazione artistica. Siamo certi che questo non è il suo approdo e che sicuramente ci saprà regalare altre tappe del viaggio, mi sembra però che qui la sua maturità risulti ormai pienamente acquisita.

    E non c’è in queste pagine spazio per formalità o luoghi banali: tutte le parole, tutti i versi sono stati accuratamente soppesati, levigati, colorati per essere cuciti sul quel vestito dove il niente si trasforma in eccezionale poesia.